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Il 10 febbraio si celebra il Giorno del Ricordo in memoria delle Vittime delle foibe, dell’Esodo Istriano, Fiumano, Giuliano e Dalmata e delle vicende del confine orientale

Il 10 febbraio la Repubblica Italiana celebra il Giorno del Ricordo, istituito con la legge n. 92 del 2004, per conservare e rinnovare la memoria della tragedia delle foibe e dell’esodo istriano-dalmata.

Data :

9 febbraio 2026

Il 10 febbraio si celebra il Giorno del Ricordo in memoria delle Vittime delle foibe, dell’Esodo Istriano, Fiumano, Giuliano e Dalmata e delle vicende del confine orientale
Municipium

Descrizione

In questa giornata rendiamo omaggio alle vittime delle violenze e delle esecuzioni sommarie che por-tarono alle foibe e ricordiamo il dramma umano che colpì decine di migliaia di italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia, costretti ad abbandonare le proprie case, i propri affetti, le proprie radici. Non possiamo ignorare né tacere i crimini commessi dalle forze di occupazione italiane nei territori jugoslavi.

Gli eventi cui facciamo memoria si inseriscono in un contesto segnato dalla guerra, dalle occupazioni e da violenze diffuse, che coinvolsero popoli diversi e produssero sofferenze molteplici. La memoria deve quindi essere accompagnata dalla consapevolezza della complessità storica. 
Per questo, nel ricordare le foibe e l’esodo, è necessario evitare una lettura della storia fondata sul punto di vista di una sola nazione. Occorre invece adottare una prospettiva sovranazionale, capace di tenere insieme responsabilità diverse, sofferenze multiple e memorie intrecciate.

Dobbiamo perciò ricordare con rispetto, parlare con misura, e cercare la verità storica senza piegarla a interessi di parte.
Il Giorno del Ricordo è stato appunto pensato per promuovere lo studio, la ricerca storica e l’approfondimento nelle scuole e nella società, affinché la conoscenza del passato contribuisca a una memoria condivisa, fondata sul rigore e sull’equilibrio.

Ricordare non significa riaprire divisioni, ma riconoscere il dolore, assumersi la responsabilità della storia e ribadire i valori della pace, del dialogo e del rispetto tra i popoli. 
Solo così la memoria può diventare uno strumento di comprensione e non di contrapposizione, e il ricordo del passato può orientare in modo responsabile il nostro presente e il nostro futuro.

Ultimo aggiornamento: 9 febbraio 2026, 09:04

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